D'Acqua e di Pietra (2005)

Copertina del libro: D'Acqua e di Pietra

Il libro, pubblicato nel 2005, è dedicato al Monte Fenera, un unicum delle Alpi centro-occidentali.

Il monte costituisce infatti l'unico massiccio carbonatico presente sul versante meridionale delle Alpi ad ovest del lago Maggiore. Nello stesso territorio costituisce quindi l'unica area in cui la presenza di rocce carbonatiche ha consentito lo sviluppo di fenomeni carsici di dimensioni ragguardevoli. La presenza di un sistema carsico con grotte ha permesso la frequentazione di animali e dell'uomo dal Paleolitico. Dal Neolitico la presenza umana è stata quasi costante; ed anche quando la presenza umana sul monte ha perso le sue peculiarità, il monte e le sue grotte hanno sempre continuato a costituire una presenza mitologica per le popolazioni locali.

L'ubicazione del monte in prossimità del margine padano, la peculiare rilevanza geomorfologica e botanica e la presenza di ambienti diversificati hanno favorito la presenza di una ricca avifauna, tra cui spicca la cicogna nera, che si integrano con una fauna comunque ricca e differenziata.

L'evidenza morfologica del Monte Fenera, la sua peculiarità geologica e le sue testimonianze preistoriche vi hanno attirato i primi ricercatori locali. Il primo studio geologico in cui esso è citato risale al 1838. All'inizio del Novecento si potevano già contare cinque studi monografici sulla geologia di questo monte ed altre sei opere di carattere regionale che si erano estesamente soffermate su queste serie. Un ruolo centrale nella "scoperta" del monte ha avuto Pietro Calderini, un personaggio estremamente eclettico nato e vissuto alla base del monte. Grazie agli interessi differenziati di eruditi locali e ricercatori specializzati il materiale geologico, botanico e preistorico proveniente da questo territorio ha costituito la base per il primo museo valsesiano che, pochi anni dopo, venne significativamente dedicato allo stesso Calderini. L'interesse verso il monte ha avuto un rilancio negli ultimi decenni dello scorso secolo, con la nascita di gruppi archeo-speleologici locali che hanno fatto del sito il loro principale punto di ricerca.

Il volume raccoglie il materiale elaborato nell'ambito di un progetto realizzato con il coinvolgimento, a diverso titolo organizzativo e scientifico, di tutte le istituzioni culturali e gestionali presenti sul territorio valsesiano (Biblioteca Civica Farinone-Centa, CAI sezione di Varallo, Comitato Alpaa, Comunità Montana Alta Valsesia, Parco Naturale del Monte Fenera, Sezione di Archivio di Stato di Varallo, Società d'Incoraggiamento allo Studio del Disegno e di Conservazione delle Opere d'Arte in Valsesia, Società Valsesiana di Cultura, Zeisciu Centro Studi), di gruppi speleologici regionali (Gruppo Archeo-Speleologico Borgosesia, Gruppo Speleologico Biellese, Grupo Spelologico CAI Varallo) e di centri di ricerca e conservazione (Soprintendenza Archeologica per il Piemonte, Museo Regionale di Scienze Naturali. Sezione di Mineralogia, Laboratorio di Paleontologia Umana dell'Università di Torino, Dipartimenti di Scienze della Terra delle Università di Milano, Pavia e Padova).

Il progetto, che ha usufruito del contributo finanziario di Comunità Montana Valsesia, Provincia di Vercelli, Regione Piemonte, Parco Naturale del Monte Fenera e Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi, ha previsto la realizzazione di una mostra, di cinque giorni di conferenze, di escursioni naturalistiche e speleologiche.

Il libro si apre con le pagine di presentazione di presidenti e assessori alla cultura degli enti finanziatori (Gianpaolo De Dominici e Paolo Casagrande, Comunità Montana Valsesia; Renzo Masoero e Carlo Riva Vercellotti, provincia di Vercelli; Attilio Eusebio, Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi) e del presidente dell'ente organizzatore (Giorgio Tiraboschi, Sezione di Varallo del CAI). La parte introduttiva è completata da un articolo dedicato alla nascita del progetto e da una nota dei tre curatori dell'opera (Roberto Fantoni, Riccardo Cerri ed Edoardo Dellarole) che riassume le peculiarità naturalistiche e culturali del Monte Fenera.

La prima sezione del volume (Il Monte Fenera e le sue collezioni museali) è dedicata alla "scoperta" ottocentesca del monte, alla costituzione delle sue collezioni museali e alla nascita del primo museo naturalistico valsesiano (pp. 22-84). L'articolo di Maria Grazia Cagna che apre la sezione ripropone alcuni Cenni di storia varallese dall'unità d'Italia al primo Novecento. Gli articoli successivi sono dedicati a Piero Calderini. Roberto Fantoni, Ricardo Cerri, Edoardo Dellarole, Maria Grazia Cagna, Massimo Bonola e Piera Mazzone hanno ricostruito in modo sintetico ma esaustivo la sua Biografia, corredandola con una bibliografia delle sue opere a stampa e dei suoi contributi apparsi su riviste e periodici. Massimo Bonola e Roberto Fantoni si soffermano poi, rispettivamente, sul Progetto culturale del Calderini e sul Contributo scientifico dei ricercatori locali. La fondazione e lo sviluppo del Museo di Storia Naturale "Prof. don P. Calderini" sono analizzate da Edoardo Dellarole, mentre Piera Mazzone esamina la presenza del Museo di storia naturale nella stampa locale. All'analisi della stessa fonte è dedicato anche il contributo di Gianni Martinetti sul Monte Fenera in 150 anni di stampa locale. La sezione è chiusa da un intervento di Simone Baiocco su La fondazione ottocentesca dei musei valsesiani e l'attuale sistema museale valsesiano.

La sezione successiva, che riprende il titolo del libro e del progetto, è dedicata alle peculiarità naturalistiche del monte (pp. 85-128). Roberto Fantoni, Alessandro Decarlis ed Elena Fantoni descrivono la Geologia del Monte Fenera; Luca Lanfranchini I sedimenti pliocenici della Bassa Valsesia. Gli aspetti botanici sono esaminati in due articoli di Adriano Soldano e Gianfranco Rotti. Gianfranco Aina si sofferma sulla Fauna del Monte Fenera; Lucio Bordignon ed Elisabetta Contini sull'Avifauna. Lo stesso Bordignon si sofferma, in un altro articolo, sulla presenza della Cicogna nera. La sezione si chiude con un articolo di Maurizio Soldano dedicato alle Farfalle diurne.

La terza sezione descrive Il sistema carsico del Monte Fenera e la sua esplorazione speleologica. (pp. 129- 213). Introduce l'argomento un articolo in cui numerosi autori, coordinati da Roberto Fantoni, riassumono i risultati di alcuni progetti di ricerca che analizzano L'evoluzione recente del margine alpino-padano in bassa Valsesia. Alfredo Bini e Luisa Zuccoli analizzano poi l'Evoluzione del carsismo nelle Alpi, mentre Palo Testa si sofferma, in una articolo corredato da splendide fotografie, su Il fenomeno carsico sul Monte Fenera. La descrizione delle principali grotte è accompagnata, in appendice (pp. 314-315), da un catasto aggiornato delle 72 cavità esistenti. La sezione prosegue con uno studio di Gianfranco Cencetti, Giorgio Pilla e Alberto Guliani sull'Idrogeologia e idrochimica delle acque sotterranee del massiccio del Monte Fenera. Nei due capitoli successivi Ferruccio Cossutta affronta, con Ettore Ghielmetti, la storia delle Esplorazioni speleologiche. Il primo testo affronta la fase protostorica, il secondo il periodo seguente la nascita dei gruppi speleologici. L'analisi delle grotte si completa con un articolo di Tiziano Pascutto sulla Fauna cavernicola.

La frequentazione preistorica del monte costituisce l'oggetto della quarta sezione del libro (L'orso e l'uomo. Preistoria del Monte Fenera, pp. 214-255). In apertura Umberto Binotti propone un breve ricordo di Federico Strobino, che ebbe un ruolo centrale nello studio del monte nella seconda metà del secolo scorso. L'attività di ricerca nelle grotte è esaminata da Francesca Busa, Lorenzo Mariano Gallo e Edoardo Dellarole. Giuseppe Santi, con alcuni collaboratori, presenta La fauna pleistocenica ad 'ursus' della Valsesia e della Valstrona. L'archeologia al Monte Fenera è compendiata in un articolo di Filippo Maria Gambari, mentre Giuliano Villa e Giacomo Giacobini si soffermano sui Resti umani neandertaliani. Oliviera Calderini presenta infine Le terre del Fenera tra mito e storia.

L'ultima sezione descrittiva è dedicata alla gestione di quest'unicum alpino (pp. 256-267). Antonella Di Natale e Carmelo Torre esaminano Il ruolo dell'ente parco nella valorizzazione di questo territorio, Paolo Casagrande La gestione del Monte Fenera nell'ambito del sistema museale ed ecomuseale valsesiano.

Il volume è inoltre corredato da una Guida alle escursioni (pp. 268-313). La fruizione turistica del Monte Fenera è presentata da Paolo Sebastiani, che introduce i percorsi attorno al monte e al suo interno. Nella Guida ad un'escursione sul Monte Fenera un numeroso gruppo di Autori descrive le peculiarità naturalistiche osservabili lungo un percorso che parte dalla frazione Fenera Annunziata, sede del Parco Naturale del Monte Fenera, giunge alla vetta del monte e ritorna circolarmente al punto di partenza. Ferruccio Cossutta propone invece un'escursione più breve, dedicata prevalentemente all'osservazione del fenomeno carsico alle grotte di Ara. Ettore Ghielmetti illustra infine due percorsi speleologici al Buco della Bondaccia e alla Grotta delle Arenarie.

Chiude il volume una Bibliografia che raccoglie in venti pagine oltre 500 titoli (pp. 316-335).

Il libro è attualmente disponibile presso le librerie valsesiane. La distribuzione sarà completata nelle prossime settimane, raggiungendo le principali città di Lombardia e Piemonte.

Cinquecento copie del volume saranno distribuite gratuitamente attraverso il comitato organizzatore (ad autori, collaboratori, enti organizzatori e finanziatori, stampa locale e specializzata) ed attraverso gli enti finanziatori (biblioteche locali, regionali e specializzate, musei regionali e specializzati, centri ecomuseali).

Nella pagina del sito www.montefera.org dedicata al libro si possono scaricare l'indice completo dell'opera, l'articolo introduttivo e la bibliografia.

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