Atlante delle Grotte e delle Aree Carsiche Piemontesi (2011)

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Atlante monografico

Chi sogna può muovere le montagne
Werner Herzog

Recensione

Nel 1772 vedeva la luce, dopo 27 anni di lavoro durissimo, l’Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des Sciences, des Arts et des Métiers più nota semplicemente come l’Enciclopedia. L’opera di Diderot e D’Alembert, redatta in pieno Illuminismo, aveva richiesto l’intervento di ben centosessanta collaboratori.

Non so se è per il tempo impiegato, se per la quantità di dati trattati, oppure per il numero di persone che a vario titolo hanno collaborato, o ancora per le ambizioni che ci portiamo dentro, ma certo è che qualcosa di maldefinito ci avvicina allo spirito illuminista che ha guidato Diderot e D’Alembert nella stesura della loro opera.

Forse in realtà quello che mi avvicina di più intellettualmente a questo approccio è il tentativo di dare una visione differente della pratica speleologica. Come l’opera di Diderot cercava di dare dignità alle arti e alle tecniche, considerate in passato come discipline inferiori, così il libro che avete tra le mani cerca di far fare un altro passo in avanti alla comunità speleologica ed alle conoscenze e valori che essa pensa di avere e di trasmettere.

Si, probabilmente è proprio una vicinanza intellettuale a questo ideale (e per questo i maliziosi potrebbero dire che siamo in ritardo di un paio di secoli) che ci spinge a questo, frutto di un “mélange” di voglia di conoscenza, di senso della sfida con l’ignoto, di determinazione personale e di gruppo nella ricerca geografica, di sacrificio fisico ed equilibrio mentale finalizzati all’esplorazione ed alla scoperta.

Tutto ciò ha sempre avvicinato – almeno nel mio immaginario - lo spirito dello speleologo ricercatore al moderno Fitzcarraldo. “Chi sogna può muovere le montagne”, ovvero chi ha grandi progetti ed ampie visioni andrà lontano, ma per dare un senso superiore ed una prospettiva più globale bisogna ancora inserire la convinzione che solo un’attenta capacità di documentare e comunicare può dare un senso complessivo alle nostre ricerche ed esplorazioni.

Ed ecco che fuoriesce lo spirito da ricercatore illuminista e prende corpo l’opera che avete tra le mani. Un’opera ambiziosa nata dalla sinergia tra la Regione Piemonte e l'AGSP, una collaborazione nata agli inizi degli anni ’80 che ha permesso, in questi decenni, di far evolvere la conoscenza del fenomeno carsico piemontese in modo determinante, non solo verso gli adepti ma anche e soprattutto con ricadute dirette verso utenti, tecnici e amministratori del territorio, creando una cultura della consapevolezza del patrimonio carsico e speleologico.

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La prima versione di questo volume, il “proto-atlante”, fu realizzata nel 1986 con il titolo Sintesi delle conoscenze sulle aree carsiche piemontesi ed era rappresentata da un libretto di 80 pagine dove erano descritte le principali aree carsiche del Piemonte. Nel 1995 uscì l’Atlante delle grotte e delle aree carsiche piemontesi, un ideale aggiornamento costituito da un volume di oltre 200 pagine, che ne rappresenta la naturale prosecuzione e l'evoluzione in termini positivi del potenziale di ricerca.

Tra le due opere si colloca la fase di maturazione della speleologia piemontese: in prima istanza infatti essa acquisisce consapevolezza delle proprie capacità, ma soprattutto – e qui l’intervento pubblico della Regione Piemonte è stato fondamentale – intervengono una stabilità di rapporti ed una fiducia reciproca che permettono lo sviluppo di progetti ambizioni, tra cui una costante pubblicazione dei dati.

Nei nove anni trascorsi tra le due pubblicazioni (1986-1995) furono diffusi oltre una decina di volumi ed una cinquantina di bollettini che raccolsero i dati esistenti negli archivi dei gruppi ed i risultati di ricerche durate anni, permettendo l'accesso a tutti delle informazioni; nello stesso senso si collocò l'apertura al pubblico di un ufficio ove è tuttora possibile la consultazione del Catasto delle Grotte Piemontesi.

La filosofia che guida la realizzazione di questi volumi, ma in generale la ricerca speleologica non può quindi che proseguire di pari passo con la pubblicazione dei dati e l'esplorazione delle grotte, l'affinamento delle tecniche e della ricerca e la gestione, conservazione e valorizzazione delle aree carsiche.

Si tenga presente che in questi ultimi anni le conoscenze in termini di esplorato ma soprattutto di pubblicato sono quadruplicate rispetto alla somma di quanto fatto in tutti gli anni precedenti; nella scelta e nella compilazione dei capitoli e dei temi trattati si sono quindi fatte delle scelte.

In Piemonte attualmente sono conosciute oltre 2200 grotte appartenenti ad oltre 50 sistemi carsici che si estendono da pochi ettari fino a decine di chilometri quadrati come accade sui massicci del Marguareis-Mongioie.

Ora sono passati altri 15 anni, 24 dalla prima edizione (ed ecco la vicinanza spirituale con l’Encyclopédie) e la nuova opera supera abbondantemente le 600 pagine, vi sono descritte oltre 200 grotte e, per redigere il corposo volume che avete tra le mani, hanno collaborato più di cinquanta ricercatori consultando oltre 2000 pubblicazioni.

Si sono selezionate ed inserite le grotte più importanti, in genere prossime ad una profondità di 100 m, o quelle con sviluppi superiori ai 500 m, o ancora quelle aree e realtà sotterranee dove il fenomeno carsico ha una ricaduta diretta sul territorio.

Questo volume vuole essere l'ultimo contributo in termini di tempo a questa operazione.

Attilio EUSEBIO - Presidente AGSP

Collaborazioni:

Regione Piemonte

Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi
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Ultima modifica:
8-Novembre-2011

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