Utilizzo del GPS in speleologia (2001)

Copertina libro: Utilizzo del GPS in speleologia (2001) Presentazione

L'Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi e la Regione Piemonte, nell'ambito della loro collaborazione pił che decennale volta allo sviluppo delle conoscenze e la gestione del fenomeno carsico, hanno contribuito alla realizzazione di una pubblicazione scientifica e letteraria al contempo che permette di approfondire aspetti della speleologia che fino a pochi anni fa ci sembrano inavvicinabili.

La Regione Piemonte ha visto e vede con estremo piacere, svilupparsi e crescere una cultura speleologica che vive e si concentra sull'ambiente carsico e il suo rapporto con le comunitą che vivono in dette aree.

Con vivo piacere ci congratuliamo con gli autori, che, in modo rigoroso e scientifico, ci permettono di aggiungere un altro tassello al fantastico mosaico della speleologia.

Ugo CAVALLERA - Assessore all'Ambiente ed ai Parchi Naturali

Giampiero LEO - Assessore ai Beni Culturali ed ai Parchi Naturali

Recensione

Il piccolo volume che avete tra le mani nasce, come detto, nell'ambito della collaborazione pił che decennale tra AGSP e Regione Piemonte. Anche in questo caso, come per il volume "II rilievo delle grotte", l'amministrazione regionale ha contribuito alla realizzazione di un quaderno didattico dal respiro profondo, che permette di avere una visione diversa e di guardare un po' pił lontano nel difficile mondo della speleologia.

Sono davvero d'uopo i complimenti agli autori che, precisi ed attenti come sempre, hanno provato e sperimentato quello che ci raccontano per un lungo periodo, dando una attendibilitą molto elevata al loro lavoro scientifico. Inoltre, lo sviluppo, per cosi dire, di nuove tecnologie ci permette di affrontare in modo diverso anche lo sviluppo delle conoscenze sul fenomeno carsico. Mi riferisco in particolare al sistematico posizionamento di precisione delle cavitą sul territorio regionale ed in particolare sul massiccio del Marguareis.

Questa operazione conduce a risultati stupefacenti: prima di tutto a correggere noi stessi ed i posizionamenti, sempre difficili, realizzati nei decenni precedenti, ma soprattutto a vedere in tre dimensioni, con lo studio delle correnti d'aria delle cavitą e buchi soffianti posizionati, l'andamento dei sistemi carsici.

Un nuovo modo di vedere sembra dunque possibile. Speriamo che questa esperienza possa contribuire, anche in altre realtą, a sviluppare nuovi modi di studiare il fenomeno carsico. Credo che i quaderni Didattici della Societą Speleologica Italiana siano il luogo giusto dove comunicare queste riflessioni ed esperienze.

Attilio EUSEBIO - Presidente AGSP

Collaborazioni

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Ultima modifica:
26-Marzo-2007

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